Uno degli effetti dell’avanzare dell’età è la graduale riduzione della massa e della forza muscolare.
Si stima che in media la perdita di massa muscolare si aggiri intorno all’1-2% all’anno dopo i 50 anni, in genere causato da vita sedentaria o da carenze nutrizionali.

Che cosa si può fare per contrastarla?

 Le soluzioni universalmente accettate sono: controllare la dieta e fare movimento, cioè avere un normale apporto di proteine che servono per costruire i muscoli e permettere loro di aumentare la loro massa con il semplice accorgimento di usarli quotidianamente e nel modo più completo.

Nessun attrezzo da palestra permette di muovere contemporaneamente quasi tutti i muscoli del corpo, ad eccezione di alcuni, quelli che fanno camminare.
O per meglio dire è il camminare (bene) che attiva tutto il corpo, che poi si faccia in strada, in un bosco, su una spiaggia o nel periodo invernale anche sul tapis roulant è indifferente.
In parole povere bisogna tornare a camminare di più  lasciando a casa auto, moto o bici che ci fanno arrivare più riposati alla nostra meta.

Ma va fatto bene!

Poi in palestra ci andiamo per socializzare o per fare attività in gruppo oppure per incrementare in modo più selettivo attività muscolari necessarie a sport che richiedono muscoli diversi da quelli utilizzati nella deambulazione.

Quando arriviamo troppo riposati, il corpo non ha lavorato e i muscoli hanno perso un’occasione per tonificarsi o per dirla in modo più crudo l’hanno sfruttata per atrofizzarsi ancora un pò.
risultati di questa abitudine si notano sulla spiaggia dove i muscoli delle spalle nella maggior parte dei bagnanti non esiste quasi più, dando alle persone un aspetto vecchieggiante.

É una sorta di invecchiamento da età oppure da non uso?

Posso rispondere senza timore di essere smentito che si tratta solo di una conseguenza dello scarso uso di muscoli che dovrebbero lavorare anche poco, ma costantemente e ogni giorno

Camminare è la soluzione pratica perfetta visto che lo facciamo ogni giorno dalla mattina quando ci alziamo fino al momento in cui ci corichiamo.
Si può camminare bene sfruttando a pieno anche i pochi passi necessari per andare della cucina al bagno e non solo nelle lunghe passeggiate che sono comunque da incoraggiare.

Pochi pensano al fatto che sia una specie di  palestra portatile costantemente attivabile.

Per uscire dalla vecchia abitudine di camminare, quella in cui si usano meno muscoli possibile, è fondamentale imparare alcune variazioni del movimento delle braccia e delle gambe che riportano e mantengono il corpo in posizione antigravitaria, cioè in assetto verticale.

Quella postura che tanto per capire, utilizza molto i muscoli della schiena e li mantiene tonici  aiutandoci ad invecchiare più lentamente.

Infatti è stato provato che le persone che si oppongono alla forza di gravità con una postura eretta invecchiano da 4 a 5 volte più lentamente di coloro che con il passare degli anni si lasciano incurvare sempre di più.

Anche nei giovani, come negli anziani, camminare in modo poco funzionale ha effetti negativi, soprattutto per la facilità di comparsa di dolori alla schiena e alle spalle ma anche nella perdita di prestazioni. 

A livello fisico compaiono precocemente: mancanza di resistenza allo sforzo fisico da scarso uso della respirazione diaframmatica associata alla carenza di muscoli fondamentali per il sostegno e la spinta, come i glutei, gli addominali e i paravertebrali.

 

Cosa succede quando si cambia il modo di camminare?

Una volta fatti primi passi, con la nuova impostazione è molto piacevole sentire i cambiamenti nel lavoro degli addominali che sostengono il rachide lombare e aiutano il bacino nella spinta dei glutei. 

Anche le spalle riprendono la posizione corretta in apertura perché ad ogni oscillazione delle braccia i muscoli pettorali, trapezio, gran dorsale coadiuvano i muscoli della scapola, riprendendo forma e tono. 

Quando la scapola riprende posizione, avvicinandosi alla colonna, la parte anteriore delle costole si innalza e  con questo nuovo assetto anteriore diminuisce sia la cifosi dorsale e la lordosi cervicale permettendo così al torace di aprirsi e al collo di portare la testa verso l’alto e lo sguardo in posizione neutra verso l’orizzonte.

Tornare verticali, con il peso del corpo in appoggio sui talloni e riportare la testa verso il cielo diventa una sorta di ringiovanimento, un invertire il corso della vita, che sembrerebbe volerci sempre più deboli e chini verso terra.

Mantenersi giovani può sembrare un sogno utopico ma solo perché nessuno ci ha mai spiegato che è possibile

 Il trucco per arrivare al pieno recupero della posizione eretta è quello di far lavorare i muscoli della schiena perché sono loro che si oppongono alla forza di gravità posticipando gli incurvamenti

Ed è semplice farlo perché basta riattivare il movimento della scapola abbinandolo all’oscillazione del braccio.

 

 

 

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