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Sindrome del tunnel carpale, come si risolve con la BST

Sospetti di soffrire di sindrome del tunnel carpale? Hai la certezza di soffrirne? Tratti pazienti che ne soffrono? In questo articolo, io, Dottor Roberto Banducci, medico chirurgo e fondatore del metodo Body Speaking Therapy®, la terapia che cura con delicatezza, approfondisco questo argomento con consigli pratici. L’articolo è diviso in varie sezioni, per permettere una […]

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Sospetti di soffrire di sindrome del tunnel carpale? Hai la certezza di soffrirne?

Tratti pazienti che ne soffrono?

In questo articolo, io, Dottor Roberto Banducci, medico chirurgo e fondatore del metodo Body Speaking Therapy®, la terapia che cura con delicatezza, approfondisco questo argomento con consigli pratici.

L’articolo è diviso in varie sezioni, per permettere una lettura più fluida. È molto utile sia che tu svolga la professione di operatore manuale e desideri iniziare ad approcciarti al metodo BST, sia che tu soffra di sindrome del tunnel carpale e desideri trovare sollievo.

In questo articolo troverai infatti approfondimenti rispetto alle seguenti domande:

  • cos’è la sindrome del tunnel carpale;
  • a quali tipi di soluzioni le persone cercano solitamente di approcciarsi rispetto al problema;
  • come si approccia il metodo Body Speaking Therapy rispetto al problema;
  • quali esercizi si possono fare anche a casa, affinché il dolore sparisca o diventi più lieve;
  • cosa capita se la sindrome da tunnel carpale non viene risolta in tempo

Cos’è la sindrome del tunnel carpale

Il Tunnel Carpale è lo stretto passaggio situato nel polso ed attraverso il quale scorrono nove tendini ed il nervo mediano.

La sindrome del tunnel carpale è estremamente frequente, in due forme diverse. 

La più classica e riconosciuta dalla medicina ufficiale colpisce, in Italia, circa il 2% della popolazione tra i 50/60 anni, in particolare le donne

sintomi con cui si manifesta sono generalmente caratterizzati da un senso di intorpidimento e di formicolio sulla mano interessata, con dolori taglienti che possono arrivare al braccio o alla spalla. Ciò accade più frequentemente nelle ore notturne. 

Altri sintomi sono: debolezza nella flessione delle dita, dolore alle mani e difficoltà nell’afferrare oggetti o compiere attività di tipo manuale.

Generalmente la causa è la compressione del nervo mediano che passa al di sotto del legamento traverso del polso.

E a cosa è dovuta tale compressione? Ad un restringimento del tunnel, a cause meccaniche o infiammatorie.

Come concause  vengono considerate la familiarità e condizioni particolari come la gravidanza, la menopausa, il diabete, l’obesità, l’artrite reumatoide e l’osteoartrosi.

La seconda forma riconosciuta nel metodo BST

La seconda forma riconosciuta solo nel Metodo BST che possiamo considerare come gli esordi della prima è, come compromissione del tunnel, meno avanzata (grave).

Nel metodo BST viene ricercata in quasi tutti pazienti perché ha sintomi locali molto sfumati, ma contemporaneamente manifestazioni diverse a livello di altre parti del corpo.

In modo particolare colpisce la muscolatura dell’avambraccio, in cui può provocare sintomi simili a quelli dell’epicondilite o epitrocleite (dolore della parte laterale e mediale del gomito).

A livello della spalla crea tensioni persistenti del trapezio e dolori tipo “coltello piantato tra le scapole” nella zona tra scapola e vertebre. Ma il sintomo più caratteristico di questo secondo tipo di sindrome di tunnel carpale è a livello della muscolatura paravertebrale e glutea.

Qui crea lombalgie e lombosciatalgie. La parte più dolente è di solito la porzione alta del gluteo dello stesso lato del polso interessato. (Si, è proprio il “mal di schiena più comune tra gli umani”, quella che io chiamo la “chiappite”) tra i miei pazienti si può dire che è presente nel 100% dei casi. 

Tutti questi dolori sono resistenti a farmaci e a trattamenti fisioterapici.

Soluzioni classiche

Trattare la Sindrome del Tunnel Carpale significa fare qualcosa per ridurre l’edema o la compressione del nervo mediano. 

I trattamenti classici sono:

  1. un tutore per mantenere la posizione idonea del polso durante la notte o durante le attività;
  2. infiltrazioni di cortisone a livello del polso;
  3. assunzione di farmaci antinfiammatori;
  4. assunzione della vitamina B;
  5. intervento chirurgico quando i precedenti trattamenti non hanno ottenuto risultati.

Come è possibile porre rimedio a questo tipo di di dolori, IN STUDIO, col metodo Body Speaking Therapy?

Il trattamento BST di queste due forme di sindrome del tunnel carpale stupisce i pazienti per vari motivi. Eccone alcuni:

  1. non si aspettano che la causa dei loro problemi di schiena sia a livello dei polsi;
  2. la velocità con cui scompaiono i dolori è inaspettata (questione di SECONDI);
  3. i muscoli di avambraccio, spalla, schiena e gluteo, che prima del trattamento erano contratti e dolenti alla palpazione, tornano alla normalità tutti insieme in poco tempo e con semplici manipolazioni della mano.

Il riallineamento delle strutture di movimento del polso, ossa e legamenti, permette il recupero della sensibilità e della forza della mano in tempi brevissimi e contemporaneamente anche la scomparsa degli altri sintomi (epicondiliti, dolori alla spalla e alla schiena), senza uso di farmaci.

Vediamo il razionale di questi risultati 

Il tunnel carpale ha come base, dal punto di vista osseo, 15 ossa.

Queste sono 2 dell’avambraccio (radio e ulna), 8 del polso divise in due file di 4 parallele tra di loro e, (più distalmente), i 5 metacarpi della mano.

Come “chiusura, tetto del tunnel” un processo fibroso inestensibile, anteriore, trasversale, chiamato legamento trasverso del carpo o retinacolo dei flessori.

Si attacca alle due ossa dell’avambraccio e a 4 delle 8 ossa del polso.

La complessità dei rapporti anatomici…

La complessità dei rapporti anatomici e quella dei movimenti rende questa parte anatomica particolarmente soggetta a traumi, sforzi, pressioni. È molto delicata.

Cosa succede se una delle ossa del polso, per qualsiasi motivo, cambia i suoi rapporti con le altre?

Come risultato minimo si crea una infiammazione locale, il polso si irrigidisce, ma soprattutto può aumentare la tensione del legamento trasverso. Inoltre le strutture contenute nel tunnel hanno meno spazio a disposizione.

A parte certe malattie come l’artrite reumatoide o gravi artrosi, l’infiammazione a livello del tunnel carpale è sempre su base meccanica.

È possibile fare esercizi o esercitare della digitopressione anche a casa, affinché il dolore sparisca o diventi più lieve?

Quando la sindrome del tunnel carpale persiste da tempo, molto probabilmente si sono formati ispessimenti connettivali che devono essere sbrigliati in altro modo.

Prima di arrivare a quel punto si possono fare comunque cose interessanti, sia per i problemi locali che per quelli in altre aree.

Quando qualcosa nel polso è disallineato, la cute che lo riveste cambia alcune delle sue caratteristiche, perde mobilità, diventa più sensibile alla pressione e al pizzicottamento.

Sfiorandola, carezzandola, in alcune direzioni è meno scivolosa. È normale che le tre cose combacino negli stessi punti.

È possibile sfruttare queste caratteristiche cutanee per diminuire tutta una serie di sintomi muscolari e articolari:

  1. Scivolosità: è la più semplice.

Si accarezza tutta la superficie del polso, avambraccio e mano in ogni direzione alla ricerca dell’area con minore scivolosità.

Una volta trovata, provando a pizzicottarla, l’area identificata rivela una sensibilità dolorosa superiore a quella delle aree vicine.

Si continua ad accarezzarla, solo nella direzione con minore scorrimento, per una ventina di volte. Durante questa serie di manovre la cute è come se si asciugasse e torna simile alla pelle con cui confina. E anche la sensibilità si normalizza.

  1. Mobilità: richiede un po’ più manualità rispetto alla tecnica precedente.

Si utilizza una pressione leggermente superiore all’ accarezzamento, per spostare la pelle facendo piccoli cerchi su tutta la superficie di polso. 

Identificata l’area con minore mobilità, si mantiene una leggera tensione e pressione su quel punto, sempre in quella direzione, per circa un minuto. La tensione sufficiente è quella che sposta la pelle senza arrivare a tenderla.

Se il lavoro viene fatto con le giuste accortezze, alla fine del minuto la pelle torna elastica e muovendo il polso è possibile avvertire dei piccoli scrosci che indicano il riallineamento spontaneo di alcune ossa.

Cosa capita se la sindrome da tunnel carpale non viene risolta in tempo?

Accadono cose poco piacevoli.

Il dolore permane e diventa sempre più difficile portare avanti le attività manuali quotidiane. Molto spesso diventa complesso anche riposare di notte, a causa dei dolori alla spalla e al braccio, che aumentano nella posizione sdraiata.

I farmaci possono aiutare?

I farmaci attenuano il dolore fino a quando sono in circolo, ma non risolvono il problema sul lungo periodo, perché se il problema è meccanico sfiammarlo solo per qualche giorno porta a cronicizzarlo e ad aggravarlo.

Le infiltrazioni hanno la stessa funzione: sfiammano e decongestionano, ma lasciano la situazione esattamente come è.

L’intervento qualche volta risolve perché libera il nervo mediano, ma con lo scotto del taglio del legamento trasverso del polso, che quindi tende a divenire meno stabile e più facilmente disallineabile.

Inoltre non vengono corretti i problemi dei rapporti interossei alterati, per cui diversi sintomi rimangono inalterati dopo l’intervento.

Sindrome del tunnel carpale Dott. Roberto Banducci

 

 

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Dottore Amato Roberto Banducci

Dottor Roberto Banducci medico chirurgo fondatore del metodo Body Speaking Therapy. Laurato all’Università di Pisa, iscritto all’Ordine dei Medici di Lucca e specializzato in Anestesia e Rianimazione. Ha approfondito i suoi studi di medicina integrata, laser-terapia, laser-chirurgia, tecniche dell’agopuntura del Dottor Mussat, medicina naturale, omeopatia e fitoterapia. Studia anche tecniche manuali orientali come lo shiatzu e la digito-pressione. Approfondisce le tecniche di Chinesiologia Applicata del dott. Meerssemann.

Attualmente è impegnato nell’opera di sviluppo, utilizzo e insegnamento del Metodo BST (Body Speaking Therapy).