CAMMINARE
I 5 ERRORI PIÙ COMUNI NELL’USO DEGLI ARTI SUPERIORI

 

Camminare per molti significa spostarsi dal punto A al punto B  con il solo uso delle gambe, ma camminare bene vuol dire fare lo stesso percorso utilizzando tutto il corpo per avere l’assetto migliore e il massimo equilibrio ed efficenza.
Ogni parte contribuisce, in coordinazione con le altre, ad ottenere il massimo della prestazione con il minimo dispendio di energia.
Gli arti superiori sono parti del corpo che vengono prese meno in considerazione nel camminare in modo corretto.
Le loro funzioni nella deambulazione sono molto importanti  e anche poco conosciute:

 

  • Equilibrano il sistema tramite il movimento oscillatorio delle braccia, e la posizione della spalla
  • Attivano la muscolatura di sostegno del busto (paravertebrali dorsali, trapezio, addominali) tramite la mobilità della scapola e dell’omero, sostenendo in questo modo l’assetto verticale della schiena e del collo,
  • La posizione e i movimenti delle mani contribuiscono all’attività dei glutei e quindi anche alla spinta delle gambe e alla postura del bacino,
  • Contribuiscono a mantenere la tonicità e il ritmo della muscolatura perineale.

 

La maggioranza delle persone non sfrutta queste possibilità perché commette alcuni piccoli, ma fondamentali errori.
Ecco sotto elencati i 5 più frequenti:

 

1)  SPALLE CHIUSE E ANTEPOSTE.
Di solito le spalle chiuse sono accompagnate anche da uno spostamento anteriore di tutto il busto rispetto alla verticale, con conseguente aumento della tensione di tutta la muscolatura paravertebrale, dal polpaccio al cranio.
Oltre ad una accentuata curvatura in avanti del collo e del dorso che fa camminare le persone con lo sguardo fisso a qualche metro davanti ai piedi, le spalle chiuse in avanti posizionano le mani con il palmo girato indietro e l’unghia del pollice che guarda verso la linea mediana anteriore. Nel camminare le braccia pendono inerti o hanno un movimento simile a quello di chi usa le mani come dei remi.
Le persone con questa postura hanno di solito dolori persistenti ai trapezi e alla base del collo.

 

2)  SCAPOLA FERMA.
Con le spalle chiuse e gomiti lontani dal corpo, anche di pochi centimetri,  la scapola perde la capacità di muoversi, e di collaborare attivamente all’oscillazione del braccio.
È un problema grosso, perché i muscoli non lavorando, perdono forza e volume.
Infatti chi ha questo atteggiamento si ritrova con muscoli pettorali atrofici, spalle strette e dolori persistenti oltre che alla base del collo anche a livello del rachide lombare.
Va detto comunque che in queste persone la patologia più caratteristica e classica è la rottura della cuffia dei rotatori.
Per ritornare a camminare in modo funzionale e corretto va recuperata la mobilità della scapola. É la parte fondamentale e impegnativa di tutto il percorso di coordinazione del movimento di deambulazione e di recupero della postura, ma presenta almeno due difficoltà da superare: a) dopo anni di scarso uso i muscoli delle scapole vanno prima svegliati dal lungo letargo in cui sono da anni e b) vanno allenati partendo quasi da zero per qualche settimana con molta costanza prima che tornino al lavoro.

 

3)  GOMITI LONTANI DAL CORPO.
I gomiti che in posizione di riposo puntano l’olecrano lateralmente e indietro rendono il lavoro delle braccia molto più faticoso perché impediscono il corretto uso dei muscoli della spalla, del collo. Tutta la parte alta del busto diventa pesante, le scapole si bloccano e la parte alta del dorso rimane in tensione, rigida e dolente alla palpazione. Si avverte subito il benessere della schiena quando i gomiti tornano nel loro alloggiamento nell’incavo del fianco e da lì oscillano quasi sfiorando le costole.

 

4)  OSCILLAZIONE ANTERIORE DELLE BRACCIA.
L’articolazione scapolo-omerale NON è progettata per far oscillare in avanti l’omero durante la deambulazione ottimizzata.
Quando l’omero (gomito) supera in avanti la linea ascellare anteriore (le costole) le mani assumono una posizione caratteristica: il palmo è tende a ruotare indietro e le unghie dei pollici, invece di puntare nella direzione di marcia, si orientano verso la linea mediana anteriore.
Inoltre nell’oscillazione anteriore, le braccia tendono a portare le mani davanti all’addome con il conseguente avanzamento del baricentro. il tutto accompagnato dalla rotazione esterna dei gomiti con le conseguenze descritte nei punti precedenti.

 

5)  LE MANI PENDONO  INERTI. 
La mano ciondolante è la manifestazione dello stato di tonicità con cui i passi si susseguono l’uno all’altro.
Quale altro animale, non usa l’estremità dell’arto superiore camminando? Nessuno. Anche le scimmie, in qualche modo muovono le mani quando cercano di stare su due zampe.
Più la mano è rilassata più il corpo è pesante e tende ad afflosciarsi a causa della caduta di tono della muscolatura della schiena.
il polso ha un ruolo notevole nella coordinazione dei movimenti del bacino e della gamba associati a quelli del braccio. Deve muoversi e smettere di rimanere senza vita attaccato all’avambraccio.
lo stesso vale per Il cosiddetto “casco di banane”, ovvero le dita che pendono rilassate all’estremità del braccio.
È un’anomalia della deambulazione che riscontriamo in quasi tutti gli occidentali in movimento.
Se consideriamo che ciascun dito o meglio ogni falange coordina una serie di muscoli e movimenti che si irradiano nel resto del corpo, soprattutto alla schiena, dando vita ai movimenti complessi possiamo capire che se restano inattivi tolgono ulteriore tono a tutto il sistema.

 

QUALI SONO I CONSIGLI DA APPLICARE DA SUBITO?

Per iniziare ne consiglierei uno solo che comprende parzialmente anche tutti gli altri:
Quale che sia la posizione in cui ci troviamo, seduti, in piedi, camminando, va recuperata e mantenuta la posizione del gomito vicino al corpo, leggermente dietro le costole. Non ha nessun rapporto o somiglianza con la posizione di “attenti” dei militari perché, lasciando in tensione solo muscoli che adducono il braccio (cioè che lo mantengono vicino alla parte laterale del torace) e tutti gli altri rilassati si ottiene un movimento fluido del braccio che oscilla libero sfiorando la parte laterale delle costol

Le conseguenze di questo piccolo cambiamento posturale si avvertono subito, nel ritrovato movimento della scapola e nel rilassamento dei muscoli della spalla con scomparsa di molti sintomi dolorosi della parte superiore del busto.

 

Buon lavoro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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