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Dolore alla schiena: se non passa, leggi qui

Il dolore alla schiena non passa? I metodi adottati risultano, sul lungo periodo, non efficaci come sperato? I motivi che portano il dolore alla schiena ad essere ricorrente sono numerosi, ma contribuiscono ciascuno a modo proprio a creare l’unico motivo davvero importante. Di cosa si tratta?  Dello squilibrio muscolare e scheletrico del bacino e della […]

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Il dolore alla schiena non passa?

I metodi adottati risultano, sul lungo periodo, non efficaci come sperato?

I motivi che portano il dolore alla schiena ad essere ricorrente sono numerosi, ma contribuiscono ciascuno a modo proprio a creare l’unico motivo davvero importante.

Di cosa si tratta?  Dello squilibrio muscolare e scheletrico del bacino e della colonna lombare.

Dolore alla schiena: ecco perché non passa

Mi riferisco a quelle che vengono denominate lombalgie e lombosciatalgie, sto cioè parlando di quel tipo di dolori alla schiena persistenti che durano anche settimane. Resistono alle terapie farmacologiche!

Ma parliamo anche di fenomeni più acuti, come il famoso “colpo della strega”.

Per fare un buon trattamento, come primo passo bisogna stabilire cosa trattare, altrimenti perdiamo tempo e non otteniamo risultati, anzi, spesso peggioriamo la situazione.

Il meccanismo che regola il movimento della schiena

Vediamo di semplificare il meccanismo che regola il movimento della schiena. Non entrerò nei particolari anatomici, ma spero comunque di chiarire il concetto base.

Il bacino è formato da tre strutture ossee.

Queste strutture sono a loro volta collegate tra loro (attraverso legamenti), alle ultime tre vertebre lombari.

Tutte le vertebre dalla prima cervicale all’ultima lombare sono a loro volta collegate tra loro da legamenti.

Bacino e vertebre sono poco mobili tra loro. Questo perché i legamenti che le tengono unite permettono degli adeguamenti alle situazioni posturali e motorie con un movimento globale di tutto il sistema molto limitato per ciascun segmento.

Chi o cosa mantiene realmente in assetto tutto il (questo) sistema?

La risposta è facile: il tono e il lavoro muscolare.

Stiamo parlando della complessità funzionale e dei vasti rapporti che il bacino mantiene con tutte le strutture circostanti. Questo tramite muscoli che li legano a cranio, costole, vertebre, scapola e omero, femore, tibia e piede.

 

Perché le persone faticano di solito a trovare una soluzione e convivono col dolore alla schiena?

Spesso le persone convivono tragicamente col dolore alla schiena perché si fidano troppo di accertamenti che, in alcuni casi, non dicono niente di interessante.

Nelle TAC o Risonanze Magnetiche rilevare una discopatia o una piccola ernia, sopra i 35-40 anni rientra nella normalità. Queste alterazioni anatomiche non creano dolore.

È il dolore, o meglio lo squilibrio persistente di quella parte, che favorisce la loro formazione, non viceversa

Per cui questi reperti sono solo dei segnali di uno squilibrio persistente che crea dolore e danni anatomo-funzionali.

In questo tipo di terapie manuali una mano che sa palpare i muscoli e toccare la pelle scopre molte cose che queste macchine stupende (TAC e RM) non possono evidenziare. Ed è qui che entra in gioco il metodo Body Speaking Therapy.

Come lavorano attualmente alcuni operatori manuali

Il problema è che molti terapisti e medici lavorano solo sul dolore locale, pensandolo come originato in loco. Questo comporta che queste terapie funzionano solo per un tempo limitato e poi si torna da capo.

Pochi vanno a ricercare le varie cause di un dolore di schiena. Ebbene sì, ho scritto “varie cause”, e non “la causa”.

La maggior parte delle volte coabitano nello stesso paziente una torsione del bacino associata agli esiti di una distorsione di caviglia, ad un polso dolente e un gomito intoccabile. E quando serrano i denti il cranio va in apertura su un lato e in chiusura dall’altro.

E cosa ci incastra un gomito dolente con un mal di schiena? O una occlusione anomala, un polso o la caviglia?

Ognuna di queste anomalie (DSF) interferisce con qualche muscolo tra quelli prima citati che danno equilibrio e mobilità a bacino e schiena. Se correggiamo il bacino ma lasciamo le altre DSF cosa succede nel breve e nel lungo periodo? Quanti muscoli restano in squilibrio? Quanto regge il benessere della persona?

Il metodo Body Speaking Therapy è risolutivo perché…

… la semplice strategia di cercare quali compensi sono attivi tramite la sensibilità dovuta ai sub-dolori permette di trovare e correggere tutte le DSF che interferiscono con l’assetto del fondo schiena.

Il coccige deve riuscire a “scodinzolare” e il bacino ad ancheggiare.

Cioè la mobilità laterale e antero posteriore di queste ossa deve essere recuperata e rimanere funzionale nel tempo.

La seduta BST (Body Speaking Therapy)

Per dare stabilità a tutto il sistema e recuperare il miglior appoggio a terra si inizia dall’estremità inferiore. Visto che i piedi dobbiamo proprio adoperarli è necessario che contribuiscano all’equilibrio generale invece di creare tensioni.

Il riallineamento delle ginocchia e il recupero della mobilità del bacino e del sacro completa questa prima parte.

Il passaggio successivo è lavorare su tutto l’arto superiore, ma soprattutto sulle mani e sui gomiti, responsabili di molte tensioni persistenti della muscolatura della schiena.

Quando è necessario va anche regolato il tono del muscolo psoas.

L’opera di riallineamento si completa quando la mobilità del cranio e della bocca vengono ri-coordinate con quella del bacino e dei piedi. L’eliminazione di tutti fattori che alterano la sensibilità generale a partire dal cuoio capelluto è uno di questi passaggi.

Il tocco finale quando il paziente torna in posizione eretta è dedicato alla postura, con l’obiettivo di portare il peso del corpo in scarico sui calcagni invece che sull’avampiede.

Solo quaranta minuti di lavoro e il paziente è libero dal dolore! In maniera totalmente rilassante per lui.

Terapia - Body Speaking Therapy di Roberto Banducci

 

 

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Dottore Amato Roberto Banducci

Dottor Roberto Banducci medico chirurgo fondatore del metodo Body Speaking Therapy. Laurato all’Università di Pisa, iscritto all’Ordine dei Medici di Lucca e specializzato in Anestesia e Rianimazione. Ha approfondito i suoi studi di medicina integrata, laser-terapia, laser-chirurgia, tecniche dell’agopuntura del Dottor Mussat, medicina naturale, omeopatia e fitoterapia. Studia anche tecniche manuali orientali come lo shiatzu e la digito-pressione. Approfondisce le tecniche di Chinesiologia Applicata del dott. Meerssemann.

Attualmente è impegnato nell’opera di sviluppo, utilizzo e insegnamento del Metodo BST (Body Speaking Therapy).